AL SERGENTE ALPINO ANGELO VASSALLI

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Sacrario del Monte Grappa, 4 Novembre 2019

L’8 agosto 1915, Angelo Vassalli, assieme ad Erminio Dones ed Eugenio Fasana, compie la prima salita del Sigaro, un monolite di 80 metri, fino a quel momento ritenuto impossibile da scalare.  Negli stessi giorni, le nubi della Grande Guerra cominciano ad addensarsi sui nostri confini, per scatenare dilì a poco la tempesta di piombo che si riverserà sulle Alpi e nelle città. La Patria chiamò e l’alpinista, come migliaia di altri giovani, non si tirò indietro: verrà inquadrato sul Monte Pertica, nel 6’ reggimento Alpini, con il grado di Sergente.

Cadrà falciato dalla mitragliatrice austriaca il 1’ Dicembre 1917, durante quella che verrà ricordata come “battaglia di arresto”, donando la propria vita per difendere la Valle del Piave e con essa l’Italia intera.

Nel 1924 il Dones tornerà sul Sigaro, per issarvi una Croce a perenne ricordo dell’amico, compagno di gite alpine e di guerra. Abbiamo voluto ricordarlo, e con lui migliaia di giovani, deponendo un fiore ed un sasso raccolto sulla cima del Sigaro, perché possa riposare ancora vicino alla Terra che tanto amò.

Georgia. LdV scala il monte Kazbek e raggiunge la vetta dei 5.047 metri

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Ennesima vetta conquistata per il cremasco Filippo Ruffoni, 32 anni di Montodine. Venerdì 16 agosto, poco prima delle 11, ha raggiunto i 5.047 metri del monte Kazbek, la vetta più alta del Caucaso in Georgia. Partito il 9 agosto con arrivo a Tblisi, ha fatto tappa nel piccolo paese di Stepantsminda a quota 1.900 metri per giungere poi al Bethlemi Hutte a quota 3.656 metri, storico campo base punto di riferimento per la storia dell’alpinismo mondiale.

La scalata del monte Kazbek
Il meteo favorevole, l’assenza di vento e la luna piena hanno permesso una partenza in piena notte senza intoppi nella notte del 15 agosto. I 1400 metri di dislivello per arrivare alla vetta sono stati carichi di difficoltà, ma crepacci, neve densa e cordate sono stati superati al fine di giungere alla parete finale a 5047 metri. Lungo il percorso ha incontrato altri colleghi alpinisti da tutto il mondo, un’impresa che lo ha avvicinato anche a nuovi amici internazionali essendo l’unico italiano in vetta. L’anno scorso il Caucaso è stato meta della scalata estiva di Ruffoni, infatti in agosto il monte Elbrus di 5642 metri è stato l’obiettivo precedente. Il Monte Kazbek si aggiunge all’elenco delle vette conquistate da Filippo, tra cui monte Bianco, Gran Paradiso, Adamello, Gran Zebrù e anche il monte Kenya, nella trasferta africana e tanti altri.

Fonte: Crema Online

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