Pizzo Stella

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Dover rinunciare alla cima a 200 metri dalla vetta dopo quasi 8 ore di ascesa con le pelli e 2000 metri di dislivello non è stato facile, la visibilità si era fatta improvvisamente nulla e dovendo scendere sciando su pendenze anche di 70 gradi era importante vedere dove si andava, la priorità è sempre tornare a valle in totale sicurezza, ci resta un conto aperto con il Pizzo Stella che chiuderemo presto.

 

tre giorni in Adamello

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1° giorno

  • passo Paradiso – 2585
  • passo Castellaccio – 2963
  • sentiero dei fiori
  • punta di Lagoscuro – 3166
  • cima Payer – 3056
  • rifugio Mandrone – 2442

2° giorno

  • rifugio ai Caduti dell’Adamello – 3040
  • cima Croce – 3307
  • cresta Croce fino al cannone “Ippopotamo”
  • pian di neve – 3100
  • bivacco Ugolini – 3240

3° giorno

  • cima Adamello – 3539
  • passo degli italiani – 3350
  • passo Brizio – 3147
  • rifugio Garibaldi – 2550
  • malga Caldea – 1584

dislivello totale: circa 4800 metri

Badile Camuno – via ferrata

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Segnaliamo che il bivacco descritto in molte relazioni come “diroccato” è stato recentemente restaurato, e che molti ancoraggi sono in pessimo stato se non divelti. La roccia è notevolmente friabile, prestare attenzione se si è in gruppo.

 

Cavalcare le Vette – verso la Sorgente

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Per due giorni e una notte escursioni, arrampicate, letture comunitarie, condivisione di esperienze di montagna e di militanza saranno vissute insieme ai ragazzi de La Muvra Gruppo Escursionistico Montano. Le impervie cime della Valchiavenna ci ospiteranno in questi giorni, offrendoci un meraviglioso panorama.

Se sei un uomo libero.. allora sei pronto a metterti in cammino.

Cavalcare le Vette - verso la sorgente

Ferrata “Pierangelo Maurizio” monte Alben (Orobie)

Galleria

La via ferrata si sviluppa sulla parete NW dell’antecima per un dislivello di 400 m ed è stata dedicata all’omonimo alpinista bergamasco, disperso sul versante nord dell’Everest nel maggio del 2007. Pierangelo era una guida alpina amata e stimata da tutti i rocciatori orobici, e orobica era la cordata con cui è salito verso la vetta più alta della Terra, senza fare più ritorno.
La parte centrale della ferrata è caratterizzata da un’intensa verticalità e da protezioni di vecchia concezione, prive di rivestimento in gomma utile sia alla comodità d’appoggio che allo smorzamento della leva sui moschettoni in caso di caduta. Alcuni piccoli passaggi quasi strapiombanti la rendono alpinisticamente interessante e meritevole del lungo avvicinamento necessario.

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